Votre panier est vide.

Livraison gratuite en relais dès 39,90€

Una dieta chetogenica e ipocalorica potrebbe rallentare gli effetti dell'invecchiamento

Una dieta chetogenica e ipocalorica potrebbe rallentare gli effetti dell'invecchiamento

Alcuni ricercatori del Gladstone Institute di San Francisco hanno identificato il meccanismo che porta una dieta ipocalorica e ipoglucidica - anche detta chetogenica - a rallentare gli effetti dell'invecchiamento.

Con l'aumentare della popolazione anziana, le patologie legate all'invecchiamento stanno diventando sempre più comuni: in America, dove 1 persona su 6 è sopra i 65 anni, la prima causa di morte sono i problemi cardiovascolari, seguiti a ruota dal cancro e dalle malattie degenerative.

Oggi gli scienziati di Gladstone, che contano nelle proprie fila anche un premio Nobel per la medicina, hanno scoperto il ruolo protettivo che una particolare sostanza svolge nel corpo per quanto concerne il processo di invecchiamento.
La sostanza in questione è il β-idrossibutirrato, che assieme all'acetone e all'acido acetoacetico fa parte dei corpi chetonici, composti che vengono sintetizzati dall'organismo nel corso di una dieta ipoglucidica e ipocalorica. La presenza elevata di corpi chetonici nel sangue non è normale, e rivela l'esistenza di malattie come il diabete di tipo 1; invece, se mantenuta a livelli più bassi, si è scoperto che la presenza di β-idrossibutirrato aiuta a proteggere le cellule dallo stress ossidativo, condizione patologica che contribuisce alla degenerazione cellulare e all'invecchiamento precoce.

Lo stress ossidativo avviene nel momento in cui le cellule utilizzano ossigeno per produrre energia, ma questo processo porta anche al rilascio di altre molecole potenzialmente tossiche, meglio conosciute come radicali liberi. Man mano che le cellule invecchiano perdono la capacità di eliminare i pericolosi radicali liberi, perciò è molto utile avere all'interno del proprio organismo delle sostanze in grado di inibire l'azione di queste molecole.
Nello specifico, gli scienziati hanno scoperto che una restrizione calorica cronica stimola la produzione di β-idrossibutirrato, il quale a sua volta inibisce l'azione negativa di una classe di enzimi chiamata istone deacetilasi, coinvolta nell'invecchiamento precoce, nello sviluppo di tumori e in alcune patologie neurologiche. Quindi, questa importante scoperta potrebbe permettere agli scienziati di curare o addirittura prevenire alcune malattie legate all'età, come il morbo di Alzheimer e molte forme di cancro; inoltre, potrebbe essere rilevante anche per quanto riguarda lo studio di condizioni quali l'autismo.
I ricercatori approfondiranno ovviamente gli studi sull'utilità del β-idrossibutirrato, anche per quanto riguarda la sua influenza su altri organi del corpo, per verificare quanto sono estesi i suoi effetti protettivi. Insomma, notizie positive per chi mangia abitualmente poco e per chi decide di seguire una dieta chetogenica come la tisanoreica!